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Regolamento eIDAS: cosa prevede e cosa cambia con eIDAS 2

Cosa disciplina il regolamento eIDAS, i livelli di firma elettronica e cosa introduce eIDAS 2: il wallet europeo di identità digitale e le sue scadenze.

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Un portafoglio di pelle scura aperto su una scrivania, con dentro un cartoncino sigillato con ceralacca dorata e un nastro blu ripiegato accanto.

Il regolamento eIDAS è la norma europea che disciplina identità digitale, firme elettroniche e servizi fiduciari in tutti gli Stati membri dell'Unione. Dal 2024 è affiancato da un aggiornamento, chiamato eIDAS 2, che introduce il wallet europeo di identità digitale e fissa scadenze precise per Stati e imprese. Questo articolo spiega cosa regola il testo originale, cosa cambia con l'aggiornamento e da quando il wallet sarà davvero disponibile.

Cosa regola il regolamento eIDAS

Il regolamento eIDAS nasce per risolvere un problema molto concreto: senza una norma comune, un'identità digitale o una firma elettronica valida in un Paese dell'Unione rischiava di non essere riconosciuta in un altro. Il regolamento fissa quindi due pilastri.

Il primo è il riconoscimento reciproco dell'identità digitale: uno schema di identificazione notificato da uno Stato membro deve essere accettato dagli altri per accedere ai servizi online della pubblica amministrazione. Il secondo è la disciplina dei servizi fiduciari, la famiglia di strumenti che comprende firme e sigilli elettronici, la validazione temporale dei documenti, il recapito elettronico certificato e l'autenticazione dei siti web: per ciascuno, il regolamento fissa requisiti tecnici e di sicurezza che un prestatore deve rispettare per poter essere qualificato e riconosciuto in tutta l'Unione.

Per le aziende che gestiscono contratti, la parte più rilevante resta quella sulle firme elettroniche: è la base giuridica che permette di firmare un accordo online con lo stesso valore probatorio di una firma su carta, a certe condizioni. Senza questo quadro comune, ogni Paese avrebbe potuto continuare a riconoscere solo le proprie soluzioni nazionali, rendendo più complicato firmare un contratto con una controparte all'estero.

I livelli di firma elettronica previsti da eIDAS

Il regolamento distingue tre livelli di firma — semplice, avanzata e qualificata — con requisiti e valore probatorio crescenti: più il livello sale, più è solida l'identificazione del firmatario e più è difficile contestare la firma in un secondo momento. La scelta del livello giusto dipende dal tipo di contratto e dal rischio di contestazione, non da una regola unica valida per ogni caso: l'approfondimento su come funzionano i tre livelli e quando usarli è nella guida alla firma elettronica.

eIDAS 2: il regolamento (UE) 2024/1183

Nel 2024 il regolamento originale è stato aggiornato dal regolamento (UE) 2024/1183, adottato l'11 aprile e in vigore dal 20 maggio dello stesso anno, che modifica il regolamento eIDAS del 2014 senza sostituirlo. Nel linguaggio comune l'aggiornamento è indicato come "eIDAS 2" o "eIDAS 2.0".

La novità principale non riguarda le firme, che restano disciplinate come prima, ma l'identità digitale: eIDAS 2 introduce l'obbligo per ogni Stato membro di offrire ai propri cittadini e alle imprese un wallet europeo di identità digitale, uno strumento unico riconosciuto in tutta l'Unione al posto dei sistemi nazionali frammentati usati finora.

Il wallet europeo di identità digitale

Il wallet europeo di identità digitale (in inglese European Digital Identity Wallet, o EUDI Wallet) è un'applicazione con cui una persona o un'impresa può conservare documenti e credenziali digitali — dall'identità anagrafica a titoli professionali o attestati — e presentarli in modo selettivo a chi li richiede, online o di persona, in qualunque Paese dell'Unione.

Rispetto ai sistemi di identità digitale nazionali esistenti, come lo SPID o la CIE in Italia, il wallet non li sostituisce immediatamente: li affianca come standard comune, pensato per funzionare anche fuori dai confini nazionali e per includere, oltre ai servizi pubblici, un numero crescente di servizi privati.

Il principio su cui poggia è la divulgazione selettiva: chi usa il wallet decide quali dati mostrare a chi li richiede, senza dover condividere un intero documento quando basterebbe confermare un singolo dato, come la maggiore età o il possesso di un titolo. È lo stesso principio che rende un wallet diverso da una semplice versione digitale della carta d'identità: il controllo su cosa viene mostrato resta a chi lo possiede.

Quando arriva: le scadenze per Stati e imprese

Le scadenze di eIDAS 2 sono scaglionate su due passaggi. Gli Stati membri devono rendere disponibile ai cittadini almeno una versione del wallet entro la fine del 2026: è un obbligo di legge, non una raccomandazione, e vale per tutti i Paesi dell'Unione. L'obbligo per le pubbliche amministrazioni e per le grandi imprese di settori regolamentati — come banche, assicurazioni e telecomunicazioni — di accettare il wallet come strumento di identificazione arriva un anno dopo, entro la fine del 2027.

Fino a quel momento, per le aziende italiane non cambia nulla nell'immediato: i sistemi di identificazione e firma già in uso restano validi, e l'adeguamento riguarderà per primi i soggetti tenuti per legge ad accettare il wallet.

Cosa significa per le aziende che gestiscono contratti

Nel breve periodo, eIDAS 2 non richiede alcuna azione: i contratti firmati oggi con firma elettronica avanzata o qualificata restano validi esattamente come prima, perché l'aggiornamento non tocca le regole sulle firme. L'impatto pratico riguarda l'identificazione dei firmatari: quando il wallet sarà operativo, potrà diventare un canale in più per verificare chi sta firmando, accanto a quelli già in uso, senza sostituirli da un giorno all'altro.

Chi tratta ogni giorno contratti con controparti diverse — fornitori, agenti, clienti in altri Paesi dell'Unione — trae comunque un vantaggio indiretto già oggi dall'esistenza di un quadro comune come eIDAS: la certezza che una firma elettronica valida in Italia lo sia anche altrove, senza dover verificare caso per caso le regole locali di ogni controparte estera.

Per le decisioni su quale livello di firma adottare per un determinato tipo di contratto, o su come prepararsi ai passaggi normativi dei prossimi anni, resta comunque opportuno un confronto con il proprio consulente legale, perché il quadro applicativo continua a essere definito con atti di attuazione successivi.

Domande frequenti

Cosa regola il regolamento eIDAS? Il regolamento eIDAS disciplina, in modo uniforme in tutta l'Unione Europea, l'identità digitale, le firme e i sigilli elettronici e gli altri servizi fiduciari, stabilendo quando questi strumenti hanno valore legale e sono riconosciuti in tutti gli Stati membri.

Cosa cambia con eIDAS 2 rispetto al regolamento originale? eIDAS 2, in vigore dal 20 maggio 2024, aggiorna il regolamento del 2014 introducendo il wallet europeo di identità digitale, uno strumento con cui cittadini e imprese potranno conservare e presentare documenti e credenziali digitali in tutta l'Unione.

Da quando sarà disponibile il wallet europeo di identità digitale? Gli Stati membri devono rendere disponibile ai cittadini almeno una versione del wallet entro la fine del 2026; l'obbligo per grandi imprese e pubbliche amministrazioni di accettarlo come strumento di identificazione arriva entro la fine del 2027.

Le regole sull'identità digitale continueranno a evolvere, ma il punto fermo per chi gestisce contratti resta la firma: in Accordyx ogni documento viene firmato con il livello previsto per quel tipo di accordo, con il certificato di firma sempre associato al contratto. → Come funziona la firma digitale in piattaforma

Articolo redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale.

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